Piret Raud. La storia del signor Lind

Il signor Lind era un uccello che abitava con altri uccelli in un grande bosco.

I suoi amici erano molto contenti della loro vita.

Erano estremamente laboriosi e tutti quanti avevano dei bei nidi, che diventavano sempre più belli ogni volta che li intrecciavano.

Nel tempo libero andavano a cantare in un coro per prepararsi ad un grande festival del canto.

Ma il signor Lind non era affatto interessato a costruire il nido e nemmeno gli interessava cantare e i festival di canto li guardava dall’alto in basso.

Tutto questo era per lui noioso e banale.

– Vorrei vivere in un modo un po’ diverso – disse il signor Lind ai suoi amici – Vorrei vivere come si vive in altri posti del mondo. Per esempio, vorrei sapere come ci si sente ad essere un piccolo cuscino rosa.

Gli amici del signor Lind ridevano dei suoi discorsi e tra di loro dicevano che il signor Lind era un po’ fuori di testa.

Il signor Lind non dava peso alle prese in giro dei suoi amici. Andò a passeggiare in un pascolo e si mise sdraiato sull’erba come se fosse un vero cuscino.

Essere un cuscino era inaspettatamente piacevole.

I cuscini non devono correre in giro, nè costruire nidi, ma possono oziare senza che nessuno li disturbi.

Ma poi arrivò una mucca e si mise a sedere sopra il signor Lind.

– Ahi!! – gridò il signor Lind e la mucca si alzò con un balzo.

– Scusa – disse la mucca – non volevo farti male. Solo che questi oggettini pieni di piume come te sono fatti per sedercisi sopra.

Il signor Lind capì che la vita di un cuscino morbido non è poi così piacevole. Rizzò le piume, le fece diventare appuntite, e diventò un riccio.

Essere un riccio era molto divertente. Nessuno si mette seduto sui ricci e nemmeno si aspetta dai ricci che vadano alle prove di un coro.

I ricci non cantano ma soffiano soltanto.

Anche il signor Lind si mise a soffiare e trovò tanti nuovi amici.

Tutto andò liscio finchè arrivò l’inverno e gli amici ricci del signor Lind andarono in letargo. Il signor Lind era l’unico che non aveva sonno.

– Sono troppo nervoso – pensò – Forse una passeggiata all’aria aperta mi aiuterà contro l’insonnia.

Il signor Lind andò a passeggiare su un prato pieno di neve. Lì vide il Pupazzo di neve.

– La vita di un pupazzo di neve è divertente – disse tra sè e sè il signor Lind e si mise vicino al Pupazzo.

Gli piaceva essere un Pupazzo. I pupazzi di neve sono molto tranquilli e non si fanno disturbare da nulla. Non soffiano nemmeno come i ricci, per non parlare poi del canto. Non emettono nessun suono.

Ma quando venne la primavera, il vicino silenzioso del signor Lind si squagliò. Rimase solo il naso, che guardando meglio, si rivelò il signor Carota.

Si scoprì che il signor Carota e il signor Lind avevano molto in comune. Esattamente come il signor Lind, anche il signor Carota se ne era andato da casa per provare qualcosa di diverso dalla vita di una carota.

– Essere il naso del Pupazzo non è stato niente male, disse al signor Lind – Solo che crescere in terra, da vera carota, è meglio.

Il signor Lind si interessò subito a capire come si stava ad essere una carota e andò con il signor Carota fino al suo orto.

La vita da carota piacque molto al signor Lind. Le carote non avevano altro da preoccuparsi se non restare ferme con la testa in giù sotto terra ed essere di un bel color rosso carota.

Questo fino al momento in cui nell’orto arrivò la Lepre. Subito tutto l’orto fu preso da un gran panico. Tutti avevano paura di essere mangiati dalla Lepre.

Vivere nella paura non è molto bello, pensò il signor Lind. Meglio allora essere qualcuno che mette paura agli altri. Per esempio, una volpe!

Drizzò la coda e fece il verso della volpe. In un battibaleno la Lepre scappò via dal signor Lind.

– Dà una bella soddisfazione essere una volpe! Il signor Lind ne era convinto e decise di rimanere una volpe. Gli altri animali provavano rispetto e paura davanti a lui e questo piacque al signor Lind.

Piacque fino a che non incontrò la splendida signorina Uccellina.

 

Tradotto da Katrin Veiksaar e Patrizia Romagnoli